lunedì 3 settembre 2007

La Saggezza del Mare

Ho appena iniziato a leggere il libro "La Saggezza del Mare - Da Capo dell'Ira alla Fine del Mondo" di Björn Larsson, ed ancora una volta mi capita per caso di ritrovare in un libro emozioni e parole che sembrano leggermi nella mente.
Sicuramente ci metto del mio: in altri momenti percepirei delle cose, ed in questi ne percepisco altre; però è obbiettivo il fatto che ieri notte e oggi pomeriggio ho passato del tempo parlando delle cose importanti della vita che, secondo il mio modesto parere, sono le emozioni ed i rapporti con le altre persone.

Questo libro, di cui ho letto solo poche pagine, sembra voler confermare questa mia sensazione rafforzandola con l'elemento del viaggio (in mare). Il viaggio inteso come modo di vivere libero e di fare esperienza, come modo per assorbire la realtà in modo più diretto e conoscere persone in tutto il mondo. Il viaggio inteso (in questo caso forse solo da me) anche come metafora del nostro modo di vivere ed affrontare gli eventi e quello che ci circonda.

"Le nostre navi a vapore fanno il giro del mondo sei volte più in fretta dei bastimenti dell'epoca della navigazione a vela. La nostra avventura è fatta di continuo cambiamento, di velocità e di distanze. Se si è svegli e affamati, si vede una tormentosa quantità di cose. Se si è apatici ed indifferenti, poco importa quali orizzonti scivolino nei nostri giorni." (da "Kap Farväl" di Harry Martinson, a sua volta citato ne "La Saggeza del Mare")

Ecco... il problema è forse quando si è apatici ed indifferenti, e si vive la vita senza "onestà emotiva" e di conseguenza comportamentale. La nostra è una società che pare inibire emozioni troppo forti e vere, puntanto piuttosto a paure (tra cui proprio quella di provare emozioni) e paranoie e stress.

Io credo semplicemente che quello che conta sia affrontare l'esistenza con apertura mentale ed emotiva, recependo stimoli, di qualsiasi intensità essi siano, senza paura di provare tristezza e dolore (perchè comunque senza emozioni si rischia di provare un tipo di dolore e di tristezza ancora più inquietanti e subdoli, e soprattutto senza la controparte positiva); credo sia importante relazionarsi con "onestà" con le altre persone e con i propri sentimenti in modo da vivere a pieno ogni scambio ed ogni siuazione.

Ecco, sarà che sono in un buono stato mentale, ma questo è quello che penso. Le cose importanti sono le emozioni ed i rappori con le altre persone, e tutto il resto è contorno (come pedoni che ti passano a fianco...).

("Bacio all'Hotel De Ville" di Robert Doisneau)


ps. per rimanere in tema di emozioni e scambi tra persone, ringrazio chi mi ha fatto percepire questa fotografia come la percepisco ora (concettualmene ed emotivamente); davvero prima non l'avrei mai associata a certe cose... eppure sembra così evidente. :-)




Share/Bookmark